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[ Aprile 2020 ]

LUCIA SANAVIO - I SACCHI DI IUTA: “L’ALCHIMIA DELLA CONSAPEVOLEZZA”

 

 

LUCIA SANAVIO
LUCIA SANAVIO

Lucia Sanavio  nasce  a Rho il 13 dicembre,  nel giorno di S. Lucia.

L'arte è stata nel suo DNA fin da bambina. Sii diploma in decorazione presso la "Scuola Superiore d'Arte" del Castello Sforzesco e in seguito presso l' "Accademia Vetrinistica Italiana" di Milano, coltivando da sempre la sua più grande passione, la pittura  Il suo percorso espositivo inizia nel 1993, portandola ad esporre  sia presso  gallerie private che presso Istituzioni Pubbliche.  Negli anni partecipa a numerosi concorsi, nazionali ed internazionali.  

L'artista dichiara:

"Cerco di dare a tutte le mie opere una "vita propria", ognuna con un tocco di originalità, la voglia di sperimentare continuamente e di dare anima ad un quadro sempre diverso, in modo che si avvicini ad ogni mio nuovo modo di sentire la realtà! Nel figurativo, vengono raffigurati volti femminili che non possiedono i tratti di una bellezza straordinaria, ma ciò che conta è che riescano a trasmettere sensazioni profonde attraverso una ricca espressività. Cercando anche di portare in luce il tema della violenza sulle Donne, problema antico universale   che trova un riscontro particolarmente nei giorni nostri. Il mio motto è   “Nel mio mondo… I colori sono il mio giardino interiore."

 

Lucia Sanavio

Studio: Sito a San Giorgio su Legnano-Mi

e-mail: lucy.riny@gmail.com

website    www.sanavioarte.it

 

 

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2020                 In Programma: Personale   Galleria Arte Contesa Arte Margutta Roma

 In Programma: MILANO ART GALLERY Spoleto Arte   Selezionata alla Mostra L'Arte delle Donne 8 marzo

 MILANO ART GALLERY   Spoleto Arte   Selezionata alla Mostra 14 febb. “PREMIO FRIDA KAHLO”

 Segnalibro d’Artista – Opera Presente nel Catalogo  Libreria Bocca -Milano Mostra Itinerante 2019-2020 esposizione nelle Librerie Storiche Italiane 1° tappa Febbraaio al Guado

Presente nel Catalogo Dell’Arte Moderna CAM n°55 Edito Giorgio Mondadori

Presente nell’AGENDA DEGLI ARTISTI 2020 a cura di Giacomo Lodetti Storica Libreria Bocca

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 2019

 

           Partecipazione alla Mostra- Omaggio a Giacomo Leopardi- Comune di Milano - Palazzo Marino

   Partecipazione   16 Nov.Segnalibro d’Artista - Libreria Bocca Galleria Vittorio Emanuele -Milano

   Opere in permaneza Galleria Area Contesa Arte  Via Margutta -Roma

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  Associazione Artistica  Legnanese -Castello Visconteo-Legnano

  Contemporary smARTbox Summer Edition

  Consorzio Santa Trinita- Prato

          Personale “Le forme pittoriche del camminino umano”

                      Villa Pomini -Castellanza-Va

                          

 


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CRISALIDE - tecnica mista su sacco di iuta grezzo, spazzolato
DIVINA - tecnica mista su sacco di iuta grezzo, spazzolato
LA PIETRA FILOSOFALE - tecnica mista su sacco di iuta grezzo, spazzolato
MEDITAZIONE - tecnica mista su sacco di iuta grezzo, spazzolato
CELESTE - tecnica mista su sacco di iuta grezzo, spazzolato
DONNA NEL SUO MONDO SOGNANTE- tecnica mista su sacco di iuta grezzo, spazzolato
INCANTO - tecnica mista su sacco di iuta grezzo, spazzolato
L'IMMORTALITA' DELL'ANIMA - tecnica mista su sacco di iuta grezzo, spazzolato
VISIONI - tecnica mista su sacco di iuta grezzo, spazzolato
L'ALCHIMIA DELLA CONSAPEVOLEZZA - tecnica mista su sacco di iuta grezzo, spazzolato

LUCIA SANAVIO

I SACCHI DI IUTA:  “L’ALCHIMIA DELLA CONSAPEVOLEZZA”

 

 "Donna nel suo mondo sognante"<BR>Particolare
"Donna nel suo mondo sognante"
Particolare

Ogni opera di Lucia Sanavio appare come un enigma, come la possibilità di una realtà che sembra intuita al di là di ogni conoscenza razionale, rivelata dal dialogo con gli strati più profondi dell’io, in quella dimensione in cui lo spirito percorre l’ignoto – dentro e fuori di sé – per osare il confronto con il mistero. Come ha testimoniato il Novecento, la grande avventura e scommessa di un artista si concretizza nella capacità di cogliere il visibile nell’invisibile. Le strade laiche della contemporaneità non hanno potuto cancellare la necessità, viva nell’uomo, di intessere un dialogo con il trascendente. L’arte rappresenta uno spiraglio per indovinare ed immaginare quella dimensione sacrale insita nell’esistenza e alla quale, incessantemente, ognuno di noi anela, nel proprio investigare la verità.  Quanto la definisce, oserei dire, è proprio   la possibilità di avvicinare chi vi si accosta alla dimensione dell'assoluto, il che significa consegnare un’interpretazione che non sarà mai univoca e conclusa in se stessa, ma in grado di rimandare a significati ogni volta differenti, proprio perché l’arte, nella sua accezione più ampia, non è mai stata semplice rappresentazione del vero. Nasce, piuttosto, laddove un autore sappia condurci al confine degli arcani irrisolti, forse insolubili, che riguardano la vita umana. 

Lucia Sanavio, nell’immaginare il nuovo ciclo dei suoi lavori, realizzati sulla iuta grezza dei sacchi del caffè, sembra proprio essere mossa dalla necessità di spingersi, ancor più che in passato, verso la conquista di una dimensione poetica in grado di rivelare un universo, con le sue energie, le sue tensioni, le lacerazioni che lo attraversano e le storie che contiene, nell’ansia di saper dar voce a quell’indicibile il quale  sempre si cela oltre le apparenze e che solo l’intuizione può afferrare.  Affina perciò ulteriormente il proprio vocabolario stilistico, nel tentativo di costruire un lessico che non imbrigli la sua libertà espressiva all’interno di precisi canoni espressivi. In esso quanto conta non è il soggiacere ad una precisa appartenenza, ma l’essere attraversato da un’energia che lo preservi dal manierismo. La tensione in questi lavori, come già in altri precedenti dell’artista, vive nell’incontro con la materia che fa da supporto, con il colore e con i pigmenti che vengono come risucchiati dalla tela grezza e che devono continuamente essere aggiunti, quasi fossero ogni volta chiamati alla vita, con la gestualità che poi opera sui fondi di pittura stratificata. La Sanavio deve nuovamente impossessarsi di una tecnica, sperimentare, senza sosta e ostinatamente, per riuscire a ritrovare la possibilità di replicare certi stilemi e certi schemi di cui, negli anni, si era ormai impadronita. È un lavoro paziente, meticoloso, che si ripete in una continua ritualità, quasi fosse una liturgia quotidiana.

Meditazione - Particolare
Meditazione - Particolare

La scelta di dipingere sulla nudità misera della iuta diventa il simbolo di una ricerca che riporti all’ancestralità e alla sacralità delle cose. Non dimentichiamo che San Francesco, quando scelse di spogliarsi di ogni bene materiale per dedicarsi ad una vita povera in comunione con la natura, nella più autentica dimensione evangelica, si vestì con un saio di canapa. Accompagna l’artista, perciò,  un’ansia di recupero dei valori legati al rapporto primordiale e semplice che ancora - in alcuni luoghi del pianeta - l’uomo ha con la terra, l’ambiente, con il lavoro umile, faticoso, che spacca la schiena ma offre, come ricompensa, il minimo per sopravvivere alla fame. Ognuno di questi sacchi, che la Sanavio recupera, apre, spazzola, lasciandosi pervadere dal profumo di caffè non ancora tostato che essi contengono, serba una storia, di persone che lo hanno tessuto, costruito; così come riporta alla vita di chi raccoglie questi chicchi preziosi, in zone del mondo così differenti nelle abitudini e nella cultura dalle nostre occidentali. E’ come se, attraverso la possibilità di ripercorrere a ritroso la narrazione che ogni sacco custodisce, riuscisse a ritrovare la voce di certe tradizioni dimenticate, assimilandole e scorgendo in esse la possibilità di quel rapporto profondo che ci lega al creato tutto, alle nostre radici.

Dipingere sui sacchi consente di saggiare una nuova esperienza creativa, nel confronto con un materiale povero, difficile, talvolta lacero. L’espressività che ne scaturisce consegna un valore inedito e nuovo al colore, il quale nasce da sapienti impasti che paiono scaturire dalle zone più profonde della coscienza, da una necessità totale di partecipazione. Ecco che i rossi, i neri, i blu, i bianchi vengono stesi prima in ampie campiture atte a delineare i piani dell’opera, seguendo sovente  la lezione del tachisme, poi aggrediti con l’automatismo del gesto, delle incisioni,  delle pennellate libere che paiono sciabolate, sempre però bilanciati in una calibrata determinazione ritmica. Assurgono ad una dimensione simbolica, quasi allegorica, poiché non vengono vissuti soltanto come un medium, ma divengono presenza totale e totalizzante, racconto di universi differenti, i quali vogliono richiamare le tenebre e la luce, quel dualismo insito nella vita con cui ognuno di noi è continuamente chiamato a raffrontarsi.

Visioni - Particolare
Visioni - Particolare

Ogni scelta cromatica acquista significato e riesce a “funzionare” - tanto sul piano artistico quanto su quello, appunto, simbolico - solo nell’associazione e contrapposizione delle diverse tinte. La Sanavio probabilmente racconta, in quei neri - quasi  sprazzi lividi - ed in quei rossi, che paiono sangue che cola, le lacerazioni e la tragicità ineludibile insite nell’esistere, le medesime che talvolta si presentano come strappi sui sacchi, . Ma a squarciare emergono i bianchi, con quella luce che rompe l’oscurità e apre all’azzurro del cielo; poi vi sono gli ori, i quali - al di là del loro significato alchemico -  per eccellenza richiamano la sacralità. Noi tutti percorriamo il nostro destino alla ricerca di continui – e mai definitivi – equilibri. Il compito diuturno dell’essere umano, e ancor più dell’artista,  è quello di ricercare spiragli. Lucia li scorge ed attesta  tramite queste macchie di luce, così come nel ricorrere di certi suoi segni tipici, quali i graticci spaziali, ovvero quei segni che tracciano sull’impasto cromatico cerchi o  rettangoli con le grate, i quali rappresentano delle finestre sul mondo, ma anche sull’ “oltre”. Una dimensione che è richiamo ad una verità profonda, universale, che si trasfigura in una sublime forma di bellezza.

Altresì i volti femminili che appaiono in quasi tutti questi ultimi lavori, sempre affrescati con il bianco, simili a maschere veneziane, vogliono personificare l’inviolabilità e positività dell’elemento femminile, emblema della “Madre Terra”, della vita che si rinnova incessantemente nei suoi cicli, come miracolo che non cessa di reiterarsi. Rievocano anche la bellezza della luna che illumina le notti e si affaccia sul mondo quale elemento rassicurante e materno. Come infatti affermava Picasso, “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni”.

Divina - Particolare
Divina - Particolare

Nei sacchi della Sanavio  la bellezza scaturisce dalla materia grezza sovrapposta sulla trama del tessuto, con colori che hanno tonalità  che paiono pesanti e una densità e una consistenza concreta e palpabile, stesi a strati con spatole o con le mani. Siamo di fronte ad opere pervase da una forte tensione drammatica. L'artista è alle prese con l'ardua impresa di dire, di raffigurare il lato mutevole, invisibile  e meno evidente dell’ esistenza. E’ come se producesse un racconto mai concluso, mai pienamente esplicativo, sempre cangiante, come mutevole è la realtà. La finalità è cogliere la vita nel suo flusso, nelle proprie magie ma anche nei suoi lati oscuri, invisibili, sconcertanti, giungendo al fondo di una verità interiore, vissuta con un’adesione totale, quasi in un’istintiva identificazione di sé con le segrete pieghe dell’universo.

In queste opere la Sanavio ambisce a concepire una pittura che desidera presentare -  ed essere -  il tutto, come l’Alef della cultura ebraica, la prima lettera di Dio, un punto senza dimensione in cui c’è la voce del respiro prima di ogni parola, l’anima del mondo.

 

CRISTINA PALMIERI

 

 

 

 

 

 

 

San Francesco
San Francesco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

San Francesco - Particolare
San Francesco - Particolare